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poeti amici: Michela Zanarella

 

MICHELA  ZANARELLA

 

 

 

Alla città dei sensi


C'è pelle che prega
carezze vestite d'amore
e nei sentieri rosa
incide il suo destino.
Viene un vagare dolce
di sospiri senza stagione,
effervescente l'istante
si fa luce tra fianchi
e vapori.
Nell'acqua più antica
del piacere,
tra filari di brividi
e piramidi di voce,
io corro alla città dei sensi.
Tu dici vado in mare
nei miei baci,
ti muovi in me
con le pupille ebbre d'esistenza.
Teneramente esploro
gli scogli del tuo fiato,
la città vive
ed io penso a morire
negli angoli delle tue labbra.

 

*

Io nell' amore

Io nell'amore,
in mezzo ad orti di fiato
rivelo agli istinti umiltà.
Sempre un brivido senza vento
rincorre pianerottoli di voce
dove la notte insegna un chiudersi
di labbra agli orizzonti.
Mi chiami il torrente
al mistero sacro del piacere
contro il fusto d'occhi e gelsi,
mentre le pelli giocano in grido
alla verità dei bambini
come aromi innocenti al primo
passo in sogno.
Ciò che le ciglia attendono
è l'incantesimo di un seno in agguato,
assorto tra metallici riflessi
di una schiena che cade aggredita
dal vapore d'ignoto.
Ho sceso i destini tanto simili
all'irrequietezza del tempo
e nell' affrontare la luce
ho impedito che il fuoco
uscisse dalle nostre unghie,
dal nostro palato.

*

La casa degli istinti

La linea del cielo
risciacqua una poesia
nella tua voce.
Io sto in ascolto.
Con il cuore da bambina
soffio l'infinito che si specchia
nell'aria
e rinasco nel sughero della tua bocca.
La casa degli istinti è vicina,
sotto la buona pioggia di un tremore,
dentro l'onda giovane di uno sguardo
senza misura.
Le mie labbra nascondono fulmini,
una sequenza di baci illuminati,
l'ossessione paziente
di un amore che copre intere stagioni,
zolle, orizzonti.
Cade passione su tutte le vene
e così vivo e ferisco di gioia
il fondo della memoria.
Ti vengo a cercare nella capigliatura
dell'anima e
ti trovo rugiada che veglia
piacere eterno sul pavimento
degli occhi.

*

I pazzi ridono di notte

Intorno a me follie bellissime
rovesciano la mente
e mi schiantano nel buio
ad imparare l'assurdo.
I pazzi ridono di notte
e non importa il gioco di una rima
o la croce di un mondo
che condanna.
Più ridono del rumore
del loro orizzonte,
mentre abbracciano ghiaccio
e confuse lacrime,
più intrecciano libertà
ad alberi e saggezza.
Pure il mio spirito
è gola e bocca
per carestie di ragione.
Noi, maledetti nel sangue
e nel midollo,
sappiamo rotolare tra gli abissi
e ritardare il grido della morte,
stringendo tra i denti altri cieli.

*

Il mio volo

Vita che piangi amore
nelle vene
agli angoli del silenzio
in disparte dal vento
corri a salvare
le ombre del mio cuore.
Non passare senza
lasciarmi il guscio
del cielo,
toccami con le tue croci
scottami con le tue piogge
sorvolami con i vulcani
del tempo.
Trattieni il mio respiro
in questa terra
fammi riflettere nei vetri
del destino
rendimi forte contro
ogni fulmine che invecchia
sceglimi per amare
il confine e le acque.
Ad ogni scalino d'ignoto
ad ogni strappo di luce
difendimi dall'invisibile
oltre lo spazio,
dalle linfe oscure che cercano
il mio fiato.
Vita che disegni
il mare nei miei occhi
respingi gli abissi
e scopri nel sereno
di un orizzonte
il mio volo.

*

Nei sepolcri

L'inferno quello che ci spaventa
dalle pareti confuse
dalle follie di fuoco
lo nascondono gli abissi
dietro rupi oscure
che ritraggono inganni.
S'alzano le fiamme
e i demoni trascinano
le anime, lasciate al buio,
in una guerra di agonie.
Come insetti avvelenati
i cieli scendono nel nulla
il sole non compare
le nuvole feriscono il vento
il mondo rotola
tra i piedi di una notte eterna.
Prima che un cesto
di ossa s'incendi e che
le memorie s'inginocchino
sulla cenere
nei sepolcri una folla di peccati
attende la luce di un breve
perdono.

*

Nei labirinti del cielo

Pare che il Paradiso
abbia tramonti di vetro
e tutto un mare bianco
che pronuncia silenzi trasparenti.
Vengono anime alate
a raccogliere nuovi destini
nei labirinti del cielo.
L' eternità si svela
al di là di un'onda,
mentre la vita dorme
indifferente.
Io come una cieca
non vedo l'evento
di una pace che nasce.
Sono sospesa al timore
di un non ritorno
e rimango chiusa nella paura
di obbedire allo sconforto.
Vengo da un'esistenza
di tentazioni e privilegi,
dal via vai di speranze e illusioni.
Ma mi avvicino allo specchio
che porta il mio nome
e senza opporre resistenza
alla mia immagine riflessa,
mi confondo nella luce
che abbaglia.

*

Negli angoli del vento

Mi tentano i cieli
ed il sorriso solitario
di una collina.
Sapermi il verde contagioso
che recita con la polvere
l'odore di una stagione,
mi lascia tremante lungo
le campagne.
Una goccia di me corre
dentro le linfe
e si mescola al turchese
di un destino.
Nella forza di un prato
trovo il mio respiro,
nelle strisce d'erba
vive il mio esile silenzio.
Stretta al corpo
di una foglia
tento di scoprire
la mia origine.
E solco il vuoto
affondando gli occhi
negli angoli del vento.

*

Non faccio altro che sognare

Non faccio altro che sognare.
Dentro una notte
numero le stelle
e parlo con le mie ossa.
Con l'aria di una tenebra distante
mi spalmo sulle colline stanche.
Sono solo una luna fragile
ed il mormorio del cielo
mi uccide.
Sembra un sogno, ma la voce
rauca del nero
porta l'impronta chiara
del giorno.
Non è mancanza di sapore
il colore nudo che lacrima
tra le mie guance.
Così mi cambio le dita
con una distesa di vento
e con gioiosa rabbia
scrivo l'alba all'orizzonte.
Ora posso scegliere
un lembo di terra su cui
giacere,
non è questa mente mia
che muore.
Non faccio altro che sognare.
E mi faccio divorare
dalla vita.

*

Dietro di te

Vivendo sopra i passi
di altri
coi volti smessi dal tempo
respirando vuoto e catrame
nella solitudine più gelida.
Partono da ieri le tempeste
di attimi
i fuochi caldi della paura
e solo gli immortali
capiscono il bisogno
di strappare le vecchie vesti
per un lembo di verità.
E' questo che ci manca, Dio,
la verità da impugnare
davanti alla croce
prima di sparire
in un fulmine di piena estate.
Ma troveremo la strada
per avere un sogno da stringere
in silenzio,
dietro di te, Eterno.

*

Nuvola

 Mi vesto d'istinto
nuda corro
nel calore della terra
che grida
battiti alla rinfusa,
intorno a stupore
e fughe di colore.
Si riflette
il mio volto
in un bagno di luci
mi vedo chiusa
nelle dita di una strada
a cercare l'umido
del mio esistere.
Sfregio le foglie
stringo le zolle
mi schiaffeggia l'uva.
Mi assento per un attimo
poi rovescio musica
ovunque,
pazza di cielo.

*

Al tempo dei giochi

Perdersi nell'onda molle
dei campi era un gioco
folle tra la terra e le ortiche.
Affondavo i piedi nelle buche
tra lombrichi stanchi di remare
sotto le foglie.
Era lo sparo del sole
negli occhi
a rompere il salto nelle erbe
selvatiche.
Gettavo le braccia ai rami
del cielo
spaventando il volo di fanciulli
alati.
Alte erano le mura
in cui salivo per affacciarmi
alle nuvole.
Leggevo le facce del mondo
nelle corteccie della strada
fischiando alle ombre,
come un domatore di specchi
sdraiato sulla polvere.

*

 

Ogni croce è l'eco del tuo sangue

ed il Tuo sangue, Signore,

ha urlato amore a tutte le razze

ha perdonato l'inferno e le forche.

Ancora ci parli dai prati e dal destino.

Nelle vertebre del tempo

oltre le volontà dell'aria

hai pietà e gentilezza

dei nostri midolli.

Sei altra vita dentro ai cieli,

carne di luce, uomo

che chiede all'uomo

di ascoltare.

 

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Michela Zanarella è nata a Cittadella (Padova) il 01-07-1980.
Ha frequentato l'istituto tecnico commerciale Giacinto Girardi di Cittadella conseguendo il diploma di perito aziendale e corrispondenza in lingue estere nel 1999.
Inizia a scrivere poesie nel 2004 e scopre un talento naturale nella espressione della vita in versi. Ottiene parecchi premi a livello nazionale.
Ha pubblicato tre libri, il primo "Credo", ed.MeEdusa, il secondo "Risvegli", ed.Nuovi Poeti, il terzo "Vita, infinito, Paradisi", ed.Stravagario.
E' stata ospite alla trasmissione radiofonica di Rosanna Perozzo su Radio Cooperativa a Padova. Alcuni articoli sono presenti su quotidiani quali il Mattino di Padova, il Gazzettino di Padova, il Padova, la voce dei Berici. Ha partecipato alla trasmissione televisiva "Poeti e Poesia" di Elio Pecora su Televita, a Roma.

Pubblicato il 29/5/2010 alle 15.54 nella rubrica diario.

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