Blog: http://erlebnis.ilcannocchiale.it

altre poesie di Andrea Crostelli

 

ANDREA CROSTELLI

 DUE PETTEGOLE

Due gazze stridono d'impegno:
chissà quali barzellette
raccontano sul tuo conto?!
Due pettegole incallite dall'ozio
ti guardano con occhio beffardo
e maldicente.
Per strada loro raccolgono oro
che altri smarriscono,
e non lo riconsegnano.
A volte lo rubano di dosso
ridendoci a "becco stretto".
Ma non lo indossano,
perché il bene è degli altri
e il cuore non è facile
al trapianto.
Saltella e svolazza la gazza
nel vuoto di un pensiero,
nell'effimero e nell'insipiente della mente:
sa contare le sigarette che ti uccidono
che ti hanno presa al laccio

*

Senza gli uccelli
il cielo non vola più,
si fermano i pensieri,
chi scaccia le nuvole?

Chi buca l'aria
come l'urlo del coyote
che trafigge, espande onde
come il sasso nell'acqua...
chi dialoga col cielo?
Chi lo affronta lo solletica
lo spettina lo disorienta
lo addolcisce lo commuove
lo intenerisce per favorirci?

Senza gli uccelli
il cielo non vola più,
si fermano i pensieri,
chi scaccia le nuvole?

I voli sono scomparsi
gli uccelli sono morti
la terra inquina
anche il cielo.

Chi scende si contamina
ma in apnea celeste poco si resiste
sembra non ci sia via alcuna
che catapultarsi al minuto secondo
nel tempio della coscienza
quando la gravità chiama
e non c'è altra forza
che l'onestà della fiducia
a chi alla parola
diede il potere di compiersi
essere avverarsi
inventare e diventare
spirito e materia

*

Quando la vita mi sfugge
forse è perché son preso da lei
forse perché le nuvole
hanno un gran trasporto
e non durano tanto
ed è per questo
che io mi perdo
nel senso di un sogno
cioè nel non senso
che abbraccia tutto il senso
e tutti i sensi
nuotano e roteano
attorno a me
come la spinta
di una balena
che buca l'oceano
con la testa
e prende un'indigestione d'aria

risalire risalire risalire
da un fondo che spinge
che ti vomita fuori
perché incompatibile e indesiderato

il risveglio dal sogno
ha tutta la crudezza
della realtà

*

Tu non sostieni
un florilegio di parole in poesia,
e subito t'addormenti;
la pazzia va a ruota libera
e continua a parlare, dire
anche se piange di solitudine...
perché questa consapevolezza la raggiunge?

*

 Il gioco della pazzia
 è un azzardo,
 finché vinci, vinci,
 ma quando perdi
 è per sempre.

Perde chi gode troppo della vincita
e non sa tornare indietro
per cercarne un'altra.


La pazzia
è come chi è stanco
di una partita a scacchi!
Cerca lo stallo.

*

Sono un pollo spennato
intirizzito dal freddo,
è così che mi riduci arte
quando bussi bussi
e ti apro e non ti apro
ma sei sempre lì sull'uscio
a premermi sul fianco
ad assorbirmi
dentro il tuo aspiratutto
cosicché al vedermi nudo
e sperduto nel mondo di chissachi
tutti possono ridermi addosso
e vomitarmi le loro insolenze
per il disgusto
del lato esteriore
che ripugna
perché non attrezzato
al sapersi vendere

*

Scrivo per non morire
sotto l'effetto della non creazione.
Pesa l'assenza dello sputo e della creta
troppi settimi giorni si ritaglia il mondo
per il gusto di vivere e dividersi
il vecchio lo statico e lo stantivo
frattanto che il verme solitario
fitto fitto morde il mio stomaco
in cerca di nuovi gusti appaganti
e il cervello non regge i tempi
che la creazione gli detta

(Il vuoto è un grande armadio chiuso
e buio senza abiti da indossare)

Pubblicato il 12/6/2010 alle 14.31 nella rubrica diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web